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  Rubriche > San Francesco > Santità francescana

Sant' Antonio di Padova
Sacerdote e dottore della Chiesa

Patronato: Affamati, oggetti smarriti, Poveri

Etimologia: Antonio = nato prima, o che fa fronte ai suoi avversari, dal greco

Emblema: Giglio, Pesce

Martirologio Romano: Memoria di sant’Antonio, sacerdote e dottore della Chiesa, che, nato in Portogallo, già canonico regolare, entrò nell’Ordine dei Minori da poco fondato, per attendere alla diffusione della fede tra le popolazioni dell’Africa, ma esercitò con molto frutto il ministero della predicazione in Italia e in Francia, attirando molti alla vera dottrina; scrisse sermoni imbevuti di dottrina e di finezza di stile e su mandato di san Francesco insegnò la teologia ai suoi confratelli, finché a Padova fece ritorno al Signore.

Accenni di vita

Fernando di Buglione nasce a Lisbona da nobile famiglia portoghese``discendente dal crociato Goffredo di Buglione.
A quindici anni è novizio nel monastero di San Vincenzo a``Lisbona, poi si trasferisce nel monastero di Santa Croce di Coimbra,``il maggior centro culturale del Portogallo appartenente all'Ordine``dei Canonici regolari di Sant'Agostino, dove studia scienze e``teologia con ottimi maestri, preparandosi all'ordinazione sacerdotale``che riceverà nel 1219, quando ha ventiquattro anni. Quando``sembrava dover percorrere la carriera del teologo e del filosofo,``decide di lasciare l'ordine agostiniano. Fernando, infatti, non``sopporta i maneggi politici tra i canonici agostiniani e re Alfonso``II, in cuor suo anela ad una vita religiosamente più severa.``Il suo desiderio si realizza allorché, nel 1220, giungono a``Coimbra i corpi di cinque frati francescani decapitati in Marocco,``dove si erano recati a predicare per ordine di Francesco``d'Assisi.
Quando i frati del convento di monte Olivares arrivano per accogliere le spoglie dei martiri,``Fernando confida loro la sua aspirazione di vivere nello spirito del``Vangelo. Ottenuto il permesso dal provinciale francescano di``Spagna e dal priore``agostiniano, Fernando entra nel romitorio dei Minori e fa subito``professione religiosa, mutando il nome in Antonio in onore``dell'abate, eremita egiziano.``

L’ incontro con il francescanesimo

Anelando al martirio, subito chiede ed ottiene di partire missionario``in Marocco. È verso la fine del 1220 che s'imbarca su un``veliero diretto in Africa, ma durante il viaggio è colpito da``febbre malarica e costretto a letto. La malattia si protrae e in``primavera i compagni lo convincono a rientrare in patria per curarsi.``
Secondo altre versioni, Antonio non si fermò mai in Marocco:``ammalatosi appena partito da Lisbona, la nave fu spinta da una``tempesta direttamente a Messina, in Sicilia. Curato dai``francescani della città, in due mesi guarisce. A Pentecoste``è invitato al Capitolo generale di Assisi, arriva con altri``francescani a Santa Maria degli Angeli dove ha modo di ascoltare``Francesco, ma non di conoscerlo personalmente.
Il ministro provinciale``dell'ordine per l'Italia settentrionale gli propone di trasferirsi a``Montepaolo, presso Forlì, dove serve un sacerdote che dica la``messa per i sei frati residenti nell'eremo composto da una``chiesolina, qualche cella e un orto. Per circa un anno e mezzo``vive in contemplazione e penitenza, svolgendo per desiderio personale``le mansioni più umili, finché deve scendere con i``confratelli in città, per assistere nella chiesa di San``Mercuriale all'ordinazione di nuovi sacerdoti dell'ordine e dove predica alla presenza di una vasta platea``composta anche dai notabili.
Ad Antonio è assegnato il ruolo di predicatore e``insegnante dallo stesso Francesco, che gli scrive una lettera``raccomandandogli, però, di non perdere lo spirito della santa``orazione e della devozione. Comincia a predicare``nella Romagna, prosegue nell'Italia settentrionale, usa la sua parola``per combattere l'eresia (è chiamato anche il martello degli``eretici), catara in Italia e albigese in Francia, dove arriverà``nel 1225. Tra il 1223 e quest'ultima data pone le basi della scuola``teologica francescana, insegnando nel convento bolognese di Santa``Maria della Pugliola. Quando è in Francia, tra il 1225 e il``1227, assume un incarico di governo come custode di Limoges. Mentre``si trova in visita ad Arles, si racconta gli sia apparso Francesco``che aveva appena ricevuto le stigmate. Come custode partecipa nel``1227 al Capitolo generale di Assisi dove il nuovo ministro``dell'Ordine, Francesco nel frattempo è morto, è``Giovanni Parenti, quel provinciale di Spagna che lo accolse anni``prima fra i Minori e che lo nomina provinciale dell'Italia``settentrionale.



Antonio a Padova

Antonio apre nuove case, visita i``conventi per conoscere personalmente tutti i frati, controlla le Clarisse e il Terz'ordine, va a Firenze, finché fissa la residenza a Padova e in due mesi scrive i Sermoni domenicali. A``Padova ottiene la riforma del Codice statutario repubblicano grazie``alla quale un debitore insolvente ma senza colpa, dopo aver``ceduto tutti i beni non può essere anche incarcerato. Non``solo, tiene testa ad Ezzelino da Romano, che era soprannominato il``Feroce e che in un solo giorno fece massacrare undicimila padovani``che gli erano ostili, perché liberi i capi guelfi``incarcerati. Intanto scrive i``Sermoni per le feste dei Santi, i suoi temi preferiti sono i precetti``della fede, della morale e della virtù, l'amore di Dio e la``pietà verso i poveri, la preghiera e l'umiltà, la``mortificazione e si scaglia contro l'orgoglio e la lussuria,``l'avarizia e l'usura di cui è acerrimo nemico.
E' mariologo, convinto assertore dell'assunzione della Vergine, su``richiesta di papa Gregorio IX nel 1228 tiene le prediche della``settimana di Quaresima e da questo papa è definito "arca del``Testamento". Si racconta che le prediche furono tenute davanti ad una``folla cosmopolita e che ognuno lo sentì parlare nella propria``lingua. Per tre anni viaggia senza risparmio, è stanco, soffre``d'asma ed è gonfio per l'idropisia, torna a Padova e``memorabili sono le sue prediche per la quaresima del 1231. Per``riposarsi si ritira a Camposampiero, vicino Padova, dove il conte``Tiso, che aveva regalato un eremo ai frati, gli fa allestire una``stanzetta tra i rami di un grande albero di noce. Da qui Antonio``predica, ma scende anche a confessare e la sera torna alla sua cella``arborea. Una notte che si era recato a controllare come stesse``Antonio, il conte Tiso è attirato da una grande luce che esce``dal suo rifugio e assiste alla visita che Gesù Bambino fa al``Santo.
A mezzogiorno del 13 giugno, era un venerdì, Antonio si sente``mancare e prega i confratelli di portarlo a Padova, dove vuole``morire. Caricato su un carro trainato da buoi, alla periferia della``città le sue condizioni si aggravano al punto che si decide di``ricoverarlo nel vicino convento dell'Arcella dove muore in serata. Si``racconta che mentre stava per spirare ebbe la visione del Signore e``che al momento della sua morte, nella città di Padova frotte``di bambini presero a correre e a gridare che il Santo era morto.

I miracoli di Antonio

Nei giorni seguenti la sua morte, si scatenano "guerre intestine" tra``il convento dove era morto che voleva conservarne le spoglie e quello``di Santa Maria Mater Domini, il suo convento, dove avrebbe voluto``morire. Durante la disputa si verificano persino disordini popolari,``infine il padre provinciale decide che la salma sia portata a``MaterDomini. Non appena il corpo giunge a destinazione iniziano i``miracoli, alcuni documentati da testimoni.
Anche in vita Antonio``aveva operato miracoli quali esorcismi, profezie, guarigioni,``compreso il riattaccare una gamba, o un piede, recisa, fece ritrovare``il cuore di un avaro in uno scrigno, ad una donna riattaccò i``capelli che il marito geloso le aveva strappato, rese innocui cibi``avvelenati, predicò ai pesci, costrinse una mula ad``inginocchiarsi davanti all'Ostia, fu visto in più luoghi``contemporaneamente, da qualcuno anche con Gesù Bambino in``braccio. Poiché un marito accusava la moglie di adulterio,``fece parlare il neonato "frutto del peccato" secondo l'uomo per``testimoniare l'innocenza della donna. I suoi miracoli in vita e dopo``la morte hanno ispirato molti artisti fra cui Tiziano e``Donatello.
Antonio fu canonizzato l'anno seguente la sua morte dal papa Gregorio``IX. La grande Basilica a lui dedicata sorge vicino al convento di Santa``Maria Mater Domini.
Trentadue anni dopo la sua morte, durante la traslazione delle sue``spoglie, San Bonaventura da Bagnoregio trovò la lingua di``Antonio incorrotta, ed è conservata nella cappella del Tesoro``presso la basilica della città patavina di cui è``patrono. Nel 1946 Pio XII lo ha proclamato Dottore della Chiesa.

 
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