Francescanesimo: Ci si immerge in una spiritualità senza tempo
Al pellegrino d'oggi, figlio disincantato della civiltà dell'immagine, della realtà virtuale, dei mondi digitali, i
tentativi degli artisti del passato di creare nei Sacri Monti scenografie coinvolgenti possono sembrare ingenui.
Ma possono anche offrire l'occasione per riscoprire una spiritualità antica. E per riscoprirsi corpo in cammino -
non virtuale ma fisico, spesso faticoso - fra altri corpi, nello spazio. Riscoprirsi persona nell'unità di anima e
corpo, emozione e ragione, che cammina, ascolta, prega, e salendo misura la propria vita sulla vita di
Cristo». Timothy Verdon, sacerdote, storico dell'arte e docente universitario statunitense, italiano d'adozione,
a Firenze dirige l'Ufficio diocesano per la catechesi attraverso l'arte. Ed è una grande opera di catechesi
popolare quella che i Sacri Monti hanno svolto per generazioni. Ma la loro voce non si è spenta. Bisogna
saperla ascoltare, sapersi mettere in sintonia. «Se - per ipotesi - una comunità parrocchiale vuole recarsi a un
Sacro Monte e non vuole fare solo turismo ma un vero e proprio pellegrinaggio, è necessaria un po' di
preparazione - sostiene Verdon -. Con incontri che presentino non solo gli aspetti storici e artistici del luogo,
ma anche i temi religiosi che vi sono rappresentati, i significati teologici, la peculiare tonalità spirituale di quel
complesso. E poi la visita va vissuta in modo coerente: godendosi la bellezza dell'arte, del paesaggio, della
compagnia, certo, ma anche con momenti di silenzio e di preghiera, personale e comunitaria».
I Sacri Monti
hanno tanto da dire anche all'uomo d'oggi, prosegue Verdon. Ai figli dei mondi digitali «propongono la fatica
fisica di un'ascesa che chiama l'intera persona alla fatica della "conformazione" a Cristo. È un cammino di
contemplazione, di immedesimazione, di verifica della propria esistenza, nella "compagnia" di Gesù, della
Madonna, dei santi. I Sacri Monti nascono in ambito francescano - con Bernardino Caimi a Varallo, con
Tommaso da Firenze a San Vivaldo - con l'intento di riprodurre la topografia di Gerusalemme e dei luoghi
santi; poi negli anni muteranno i temi, le ispirazioni, le tipologie. Ma quel che resta vitale , fecondo,
dell'eredità francescana è la proposta di un itinerario di "conformazione a Cristo", nella scia di Francesco d'
Assisi, l' alter Christus ». I Sacri Monti, inoltre, sono quasi sempre collocati in ambienti naturali di grande
bellezza. «Francesco ha ricevuto le stigmate alla Verna. La sua conformazione a Cristo - sottolinea Verdon -
si è compiuta nell'abbraccio del creato. Il pellegrinaggio al Sacro Monte, "gran teatro" della salvezza che usa
materiali della natura ed è immerso nella natura, ci aiuta a ricordare che anche la creazione "geme e soffre"
nelle "doglie del parto" e "nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione", come
scrive Paolo nella Lettera ai Romani ... La natura partecipa alla nostra attesa di liberazione e salvezza». Ed è
un altro messaggio forte che l'antica storia dei Sacri Monti lascia in eredità alla cultura d'oggi e alla sua
sensibilità ecologica.(Avvenire)
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