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Articolo
30-07-2010
 
Estero/Alla commemorazione di Hiroshima, per la prima volta un rappresentante Usa
Redazione online



Per la prima volta John Ross, ambasciatore degli Stati Uniti in Giappone, rappresenterà a Hiroshima il governo americano in occasione della cerimonia per il 65mo anniversario del bombardamento atomico della città, che si terrà il 6 agosto. La notizia è stata resa nota il 28 luglio da fonti governative giapponesi. Quasi in contemporanea, anche i governi di Francia e Regno Unito (Inghilterra) hanno annunciato che invieranno per la prima volta membri delle rispettive ambasciate. Consideriamo la decisione una svolta storica perché rende davvero universale il significato di quella cerimonia e favorisce il processo di denuclearizzazione del mondo. Nel 1998 il governatorato di Hiroshima aveva invitato tutte le nazioni che ufficialmente possiedono armi nucleari a inviare un loro rappresentante alla cerimonia del 6 agosto. India, Pakistan, Russia e Cina hanno risposto all’appello; Stati Uniti, Francia e Inghilterra l’hanno ignorato. In particolare, in questi 65 anni, nessun presidente degli Stati Uniti ha mai visitato Hiroshima. Lo ha fatto solo Jimmy Carter, ma dopo aver lasciato la carica. Un altro primato della celebrazione di quest’anno è la partecipazione, mai avvenuta prima, del segretario generale delle Nazioni Unite: la presenza di Ban Ki-moon avrà particolare peso perché sostanziata da un discorso molto atteso. Nel bombardamento atomico su Hiroshima hanno perso la vita 140mila cittadini. Il coraggio del presidente americano Barak Obama La svolta si deve a Barak Obama. Nell’aprile del 2009, a Praga, il presidente americano ha lanciato un appello per un mondo denuclearizzato, accolto con soddisfazione dall’opinione pubblica di tutto il globo. Ma le parole devono essere sostanziate dai fatti. Intervistato a novembre, Obama ha detto che una visita da parte sua a Hiroshima e Nagasaki sarebbe “giustificata”, ma ha anche aggiunto che egli non aveva in progetto di andarvi “nell’immediato”. L’invio dell’ambasciatore Ross a Hiroshima è un primo passo. Un passo un po’ corto, perché l’ambasciatore non andrà a Nagasaki, che il 9 agosto del 1945 è stata il bersaglio della seconda atomica che ha ucciso in pochi istanti 74mila cittadini. Gli hibakusha (i colpiti dalle radiazioni atomiche) delle due città si augurano che Obama venga a far loro visita in occasione del vertice dell’Apec (Asia-Pacific Economic Cooperation), che si terrà in novembre a Yokohama. Il signor Kota Kiya, membro del gruppo “Vittime della bomba atomica”, ha dichiarato nella prefettura di Hiroshima: “Noi diamo grande peso alla partecipazione dell’ambasciatore Ross, in quanto mostra che il governo americano ha cambiato l’atteggiamento di distanza da Hiroshima e Nagasaki”. Ha poi aggiunto: “Data l’opinione pubblica negli Stati Uniti, è estremamente difficile per quel governo chiedere scusa per aver lanciato le bombe atomiche sul Giappone”. I cittadini del mondo dalla parte di Hiroshima Ma la simpatia che le due città vittime dei bombardamenti atomici difficilmente trovano al di là del Pacifico, è stata offerta loro dagli europei a Potsdam, il quartiere di Berlino dove 65 anni fa i leader delle potenze alleate hanno richiesto la resa incondizionata del Giappone, pena “distruzione pronta e totale”. Il 25 luglio, lo stesso giorno della dichiarazione di 65 anni fa, nel parco Hiroshima- Platz di Potsdam è stato inaugurato un monumento alle vittime dei due bombardamenti atomici. L’iscrizione sul cenotafio - scritta in tedesco, inglese e giapponese - recita: “Il potere distruttivo di queste armi ha procurato morte e sofferenze spaventose a centinaia di migliaia di persone. Nella speranza di un mondo libero da bombe nucleari”. Il monumento è stato costruito per iniziativa di cittadini tedeschi e giapponesi sul prato Hiroshima-Platz, chiamato così nel 2005. Esso si trova di fronte alla villa dove Harry S. Truman alloggiava durante la Conferenza di Potsdam del 1945. Proprio da qui il presidente americano ha dato il “via libera” per i bombardamenti atomici sul Giappone, informando gli alleati che sarebbero avvenuti dopo il 3 agosto. Puntualmente Hiroshima è stata rasa al suolo il 6 agosto. Tre giorni dopo la stessa sorte è toccata a Nagasaki. A Potsdam, 65 anni dopo, semplici cittadini europei e giapponesi hanno espresso compassione e preghiere per le vittime con il monumento nella Hiroshima-Platz.(Asianews.it)

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