Riecco la poetessa del rock, la rude eroina dalla voce rabbiosa e dolente di Because the night e Ghost dance
, ospite abituale delle scene italiane. Stasera chiude nel teatro di Ostia antica la rassegna Cosmophonies con
una delle date del suo tour We shall live again , proprio come la frase che ripete in Ghost dance , alla testa di
una band dall'impianto acustico e dalla struttura semifamiliare e dove figurano la figlia ventitreenne Jesse che
suona il pianoforte e il suo compagno Mike Campbell che suona la chitarra, oltre agli storici partner Lenny
Kaye alla chitarra, Jay Dee Daugherty alle percussioni e Tony Shannahan al basso. «È un sound, quello
acustico, che mi dà più flessibilità, mi posso ascoltare meglio, posso controllare i volumi e improvvisare» ha
spiegato, rivelando una certa tendenza ad ammorbidire la sua musica, la sessantaquattrenne musicista da
quarant'anni sulla breccia divisa fra le sue passioni che vanno dalla musica, alla poesia, alla fotografia (è
specializzata in Polaroid), alla pittura. Proprio in un libro autobiografico recente, pubblicato ora da Feltrinelli,
Just Kids ovvero "Solo ragazzi", ha rievocato la sua intensa amicizia con il grande fotografo Robert
Mapplethorpe nella prodigiosa New York degli anni Settanta, la New York di Andy Warhol. «Il ritratto più
incantevole e divertente della New York funky-ma-chic degli anni a cavallo fra i '60 e i '70, un racconto che
nessuno aveva mai osato scrivere» l'ha suggellato il New York Times. Del resto uno dei motivi, il più solido,
per cui Patti Smith è sopravvissuta alla sua epoca, diventando una delle immagini classiche del rock, sta
sicuramente nella quantità dei suoi interessi. Nel concerto di questa sera, come ha fatto nelle altre tappe di
questo tour, Patti non lesinerà i suoi più grandi successi, compresi Redondo beach , Rock 'n' roll nigger ,
People have the power , riferimenti di una carriera che pure ha avuto una lunga pausa sedici anni, dal '79 al
'95 durante i quali la signora Smith si è dedicata alla famiglia, allo studio, alla fotografia e all'impegno politico,
altra costante della sua vita. Ma, nel corso del concerto, ci saranno anche assaggi di un nuovo progetto
discografico che si concretizzerà dal prossimo autunno, compresa una canzone ispirata a San Francesco:
«Mi ha colpito che nella storia del Cristianesimo sia stato quello che più di tutti ha seguito il cammino di
Cristo, un cammino difficile, fatto di povertà e amore. E mi ha colpito il suo amore per il mondo della natura»,
ha spiegato aggiungendo il santo di Assisi al lungo elenco di personaggi a cui ha voluto dedicare i suoi versi:
da Ginsberg e Burroughs quando morirono, a Madre Teresa, a Ho Chi Minh.
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