Metti un cantautore del calibro di Roberto Vecchioni e sullo stesso palco l'attrice, ma
anche musicista e poetessa, Sonia Bergamasco. E' la formula di Lunaria, la manifestazione che mette
insieme un esponente di spicco della "canzone" ed uno della "parola", chiamati a condividere per una sera la
stessa scena. E alle 21,30 di oggi, ingresso libero, piazza Leopardi di Recanati ospiterà Vecchioni che
spazierà tra reading, riflessioni e perle del suo canzoniere accompagnato da pianoforte e quartetto d'archi
diretti dal maestro Beppe D'Onghia. In questa atmosfera intensa e rarefatta Sonia Bergamasco innesterà un
inedito omaggio ad Alda Merini, una delle voci più alte della poesia contemporanea, che ebbe in vita un
legame vero con Musicultura e con Recanati e alla quale il "Professore" dedicò tra l'altro la struggente
«Canzone Per Alda Merini». Bentornato professore, oramai lei è di casa alle iniziative di Musicultura e non
riesce a rinunciare agli inviti. Cosa hanno di così speciale queste proposte? «La verità - spiega - è che mi
stanno cuore tutte le manifestazioni di Musicultura. Ho fatto parte della giuria e mi sono trovato bene a
Recanati e a Macerata». Qual è il criterio che segue per scegliere le canzoni da proporre in una serata? «Si
va per tema: c'è la volta che approfondisco la spiritualità, in altre la lotta e in altre mi affido al momento». E
qual è il tema di questa serata? «La spiritualità, credere a qualcosa oltre alla mediocrità di questo mondo.
Una riflessione non pesante sui dialoghi e discorsi con questo Ente supremo che non vediamo, a volte
dubbiosi, scherzosi e provocatori». Come si svilupperà lo spettacolo? «Sarà - risponde Vecchioni - qualcosa
di speciale perché mescolerò i generi cercando di inserire il jazz e la sinfonica nel pop». Quindi troveranno
cittadinanza varie sfumature nusicali? «Esattamente. Sarà anche un viaggio sui testi e nella musica di
Guccini, Ciaikovskij, Rachmaninov e nella mia riarrangiata in archi. E poi ci saranno citazioni poetiche
importanti e non, drammatiche e anche comiche». In altre parole un appuntamento un po' fuori dagli schemi a
differenza di tante altre proposte. «Trovo molti spettacoli di musica pop e leggera sempre uguali a se stessi,
la solita cosa. Anche i grandi rientrano in questo calderone». E come si fa uscirne? «Per vendere è un bene
non uscire dalla ripetitività. Io invece ho un mio pubblico che chiede il cambiamento». In questo contesto
come s'intrecciano le sue proposte musicali di stasera con le poesie di Alda Merini? «C'è un'incredibile
vicinanza. Penso al libro su San Francesco, lei era molto vicina alla sua spiritualità». Cosa le viene in mente
pensando a questa poetessa? «Prima poetessa e poi donna, o forse la stessa cosa. Amava l'amore, le
persone, le veniva più spontaneo poetare che parlare. Sempre poetessa, anche quando mangiava».
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