Te la ricordi al Chelsea Hotel, New York, covo di artisti e trasgressivi, e te la ritrovi all'Hotel Baglioni,
Bologna, a intingere «cookies» in una tazza di tè. Patti Smith era in città, ieri, ospite allo Spazio Labò per
presentare il suo libro «Just Kids».
Una folla l'attendeva e a decine sono rimasti in codaa caccia di un posto per ascoltarla. Stasera sarà in
piazza dei Martiri a Carpi in concerto (ore 20,30, 42 euro) con Elio e Le Storie Tese e i Litfiba.
PATTI Smith, racconta di quando lei e Mapplethorpe, «just kids», solo due ragazzini, si conobbero nella New
York fine anni '60.
«Avevamo vent'anni, non eravamo nessuno. Cercavamo la nostra strada nell'arte, a volte anche soffrendo la
fama. Qualche giorno prima di morire Robert mi chiese di raccontare quella storia. Ero l'unica che poteva
farlo; lui voleva essere ricordato sotto una luce privata, più umana, non solo artistica».
In quelle pagine emerge che, seppur giovanissimi, aveste l'idea di tenere in mano il mondo, in un'epoca e in
una New York, dove tutto pareva possibile...
«Quando si è giovani ogni cosa è possibile. Io credevo in me, venivo da una zona rurale vicino a Filadelfia
ed ero felice di essere libera in una grande città. A volte è stata dura; mi sono trovata spesso a dormire per
strada, ma era estate e non importava. Non so se sarebbe lo stesso per un ventenne di oggi. New York è
diventata una città cara e con maggiori pressioni sociali».
Per i bolognesi, dopo il suo concerto nel 1979, lei è il simbolo di una sorta di età d'oro di questa città. Quale
è il suo ricordo di Bologna? «Erano anni politicamente importanti, in cui si celebrava la politica e la libertà. E
io ho avuto la fortuna di essere parte di quella celebrazione. Non ho un ricordo privato, mio e della band, ma
un ricordo corale, di quei giovanissimi arrivati lì per quel rito. Molti mi raccontarono che erano arrivati anche
senza il permesso dei genitori, magari scappando dalla finestra».
Al concerto di Carpi presenterà una canzone ispirata a San Francesco. «Mi ha colpito che nella storia del
Cristianesimo sia stato quello che più di tutti ha seguito il cammino di Cristo, un cammino difficile, fatto di
povertà e amore. E mi ha colpito il suo amore per il mondo della natura».
|