Francesco aveva circa 16 anni
quando Assisi piombò in un clima
di guerra civile. Tra il 1198 e il 1210,
infatti, la città fu funestata dallo
scontro di due fazioni in lotta tra
loro, a motivo di una diversa concezione
dell’esercizio del potere. Gli
homines populi (mercanti, artigiani,
notai...), con i quali era schierata
la famiglia di Francesco, si riconoscevano
nel Comune, mentre i boni
homines (che basavano la loro ricchezza
prevalentemente su cespiti
fondiari), con i quali era schierata
invece la famiglia di Chiara, apparivano
legati ancora ad una logica
feudale.
Nel 1198 gli homines populi conquistarono
la rocca della città e bandirono
alcune consorterie familiari
della parte avversa, che finirono
per riparare a Perugia (anche Chiara,
ancora bambina, prese la via
dell’esilio). Qualche anno dopo i
fuoriusciti, aiutati dai perugini, si
presero la rivincita nella famosa
battaglia di Collestrada, nella quale
combatté anche Francesco, che fu
fatto prigioniero.
Proprio in quegli anni di guerra civile
Francesco incontrò il Signore.
Nacque allora un uomo nuovo, un
uomo di pace, che alla lancia e alla
spada preferì la Parola di Dio, “più
tagliente di una spada a doppio taglio”.
“Salute e pace” egli augurava perciò
nelle sue lettere; una salute e una
pace non solo del corpo, ma – ancor
più – dello spirito. Sapeva bene, infatti,
che fintanto che non disinnesca
gli arsenali che gli covano dentro,
l’uomo è come una polveriera
pronta a esplodere o un vulcano
prossimo all’eruzione; solo quando
si apre a Dio, diceva, l’uomo “ricerca
l’umiltà e la pazienza, la pura semplicità
e la vera pace dello spirito”.
Divenne perciò predicatore e artefice
di pace. Come in quel 15 agosto
1222 a Bologna, quando “Dio conferì
alle sue parole tale efficacia, che molte
famiglie signorili, tra le quali il furore
irriducibile di inveterate inimicizie era
divampato fino allo spargimento di tanto
sangue, furono piegate a consigli di
pace”. Ognuno di noi può ardere: di amor
di Dio oppure per la rabbia che cova
dentro. L’una condizione esclude
l’altra.
Quale delle due ci appartiene?
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